L’intelletto è la principale fonte di cognizione e il primo criterio di conoscenza, e la sua autorità è decisamente autoevidente; perché non è possibile immaginarlo senza riconoscerlo, e il suo riconoscimento è inseparabile dalla sua immaginazione. Piuttosto, si può dire che la stessa autorità è un argomento intellettuale e non ha altro significato se non quello di scoprire la realtà per l’intelletto, e quindi dimostrare l’autorità dell’intelletto è come dimostrare l’autorità dell’autorità! In altre parole, l’autorità di tutto ciò che viene menzionato per dimostrare l’autorità dell’intelletto non è più ovvia dell’autorità dell’intelletto, e per dimostrarla è necessario che venga dimostrata l’autorità dell’intelletto; come ad esempio, affinché la religione possa dimostrare l’autorità dell’intelletto, deve essere dimostrata prima la sua propria autorità; perché la sua autorità non è più chiara dell’autorità dell’intelletto, mentre non c’è altro mezzo per dimostrare la sua autorità oltre all’intelletto, e dimostrare la sua autorità in sé stessa è anche insensato. Sì, l’intelletto dimostra l’autorità della religione, e poi, quando è considerato come criterio di cognizione, include naturalmente la religione, e quindi non è necessario menzionare la religione accanto ad esso come criterio di cognizione, perché si sta solo menzionando lo speciale accanto al generale o l’interdipendente accanto al correlativo per enfasi. [Ritorno all’Islam, pp. 14 e 15]
L’anti-intellettualismo conduca alla lotta contro Dio; perché l’intelletto è la creatura di Dio ed è l’unico mezzo che Egli ha posto nell’essere umano per la cognizione, e quindi opporsi ad esso significa opporsi alla volontà e all’azione di Dio! Coloro che considerano l’intelletto come un rivale della religione trascurano questo grande fatto, cioè che l’intelletto e la religione abbiano avuto origine da un’unica fonte ed entrambi siano creature dell’unico Dio! C’è forse qualche disaccordo nella creazione dell’unico Dio, e alcune delle Sue creature contraddicono altre?! È chiaro che non è così; perché le azioni di Dio sono basate sulla saggezza e non si contraddicono tra di loro; come Egli ha detto: ﴿مَا تَرَى فِي خَلْقِ الرَّحْمَنِ مِنْ تَفَاوُتٍ﴾; “Non vedi alcuna discrepanza nella creazione di Dio”. In altre parole, Colui che ha inviato la religione è Colui che ha creato l’intelletto, e quindi la contraddizione tra loro non è possibile. Coloro che considerano l’intelletto e la religione come opposti si sono rivolti inconsapevolmente al politeismo e hanno pensato che il Creatore dell’intelletto non sia il Creatore della religione! La credenza nella contraddizione tra l’intelletto e la religione è una credenza politeistica che è emersa in opposizione alla credenza monoteistica; perché l’esistenza della dualità nell’universo e l’opposizione della creazione alla legislazione sono accettabili solo sulla base dell’ateismo! Non c’è dubbio che la religione concordi con l’intelletto e lo confermi chiaramente, e che perfino richiami verso di esso e metta in guardia coloro che lo abbandonano. [Ritorno all’Islam, p. 20]
Coloro che non considerano l’intelletto come una prova si soffermano sulla limitazione delle sue percezioni e pensano che, a causa di questa limitazione, non possa essere il criterio di cognizione, mentre la limitazione delle percezioni dell’intelletto non vuol dire che non siano corrette, e non preclude neppure la sua autorità, ma significa che esse sono inferiori rispetto alle percezioni divine, e ciò costituisce l’esigenza dell’intelletto in quanto creatura e la limitazione intrinseca delle creature. Pertanto, l’intelletto non conosce tutto, ma tutto quello che conosce è considerato corretto, e questo è sufficiente per la sua autorità; allo stesso modo, gli occhi non vedono tutto, ma tutto quello che vedono è considerato corretto, e le orecchie non sentono tutto, ma tutto quello che sentono è considerato corretto, e questo è sufficiente per la loro autorità. [Ritorno all’Islam, p. 22]
La cognizione perfetta appartiene solo a Dio, e nessun altro può acquisire la cognizione perfetta, quindi la religione che ha fatto scendere è perfetta, ma la perfezione della religione non richiede la sua contraddizione con l’intelletto; perché nelle materie sulle quali l’intelletto si esprime, la religione non afferma niente che sia contrario alle parole dell’intelletto, e nelle materie sulle quali l’intelletto tace, la religione afferma qualcosa che non è contraria alle parole dell’intelletto; poiché l’intelletto non afferma niente su di esse, cosicché le parole della religione lo contraddicano; come le descrizioni dettagliate del Paradiso e dell’Inferno, che hanno una natura occulta, e di conseguenza l’intelletto tace al riguardo, ma la religione si esprime su di esse, e quindi le sue parole non sono considerate contrarie alle parole dell’intelletto, nonché la quantità e la qualità degli atti di culto, che hanno natura giuridica, e di conseguenza l’intelletto tace al riguardo, ma la religione si esprime su di essi, e quindi le sue parole non sono considerate contrarie alle parole dell’intelletto; soprattutto in considerazione del fatto che l’intelletto percepisce l’autorità della religione, e quindi accetta le sue considerazioni pratiche e le sue notizie definitive sui possibili eventi. [Ritorno all’Islam, p. 22]
Per coloro che negano l’autorità dell’intelletto è impossibile dimostrare la loro affermazione; perché nessuna affermazione può essere dimostrata senza l’autorità dell’intelletto. Pertanto, stanno ragionando basandosi sull’intelletto senza neanche saperlo; perché, ad esempio, argomentare che l’intelletto sia limitato e non sia ammissibile ragionare per mezzo di una cosa limitata, è un ragionamento intellettuale, e quindi, se non è ammissibile ragionare per mezzo dell’intelletto, neanche questo ragionamento è ammissibile, e se è ammissibile ragionare per mezzo dell’intelletto, questo ragionamento è sbagliato! Di conseguenza, la propaganda contro l’intelletto è opera di Satana con lo scopo di fornire le basi per la diffusione dell’ignoranza nel mondo, e ogni uomo che fa propaganda contro l’intelletto proviene dalla fazione di Satana e dei suoi soldati che lo servono, e sta combattendo contro Dio, volente o nolente. [Ritorno all’Islam, p. 23]
Non amare il mondo; perché il mondo ha abbandonato coloro che l’hanno amato di più. Se non mi credi, allora guarda i tuoi parenti che sono morti; quelli che sono stati al tuo fianco per un periodo di tempo, ma non c’è traccia di loro oggi. Quindi riesamina la loro storia e impara una lezione dalla loro fine; perché erano esseri umani come te, e la morte li ha afferrati per la gola, e le tombe hanno inghiottito i loro cadaveri, e il tempo ne ha cancellato le tracce. Pensi che quello che è successo a loro, a te non accadrà?! Come?! Nonostante molti di loro fossero più potenti di te, e molti altri fossero più ricchi di te, tuttavia il loro potere e la loro ricchezza non li hanno giovati, e alla fine sono caduti nell’abisso della morte. Attenzione! Non lasciare che il legame con i vivi ti faccia trascurare i morti, in modo da competere con loro per guadagnare denaro, costruire case, comprare utensili, sposare donne e tuffarti nei piaceri; perché i vivi sono i morti del futuro; come i morti sono i vivi del passato. [Lettera 2]
Sono così tanti quelli che hanno dormito e non si sono più svegliati, e quelli che hanno viaggiato e non sono più tornati, e quelli che si sono ammalati e non sono più guariti. Infatti chi è vivo morirà e chi mangia sarà consumato dalla polvere... Non trascurare la morte; perché la morte non ti trascura e preparati ad essa; perché non sai in quale momento arriva. Abbandona le lunghe speranze e non seguire i tuoi desideri. Non rallegrarti se la fortuna ti sorride, né rattristarti se ti arriva la sventura. [Lettera 2]
Prendi le redini di te stesso da Satana e consegnale al Califfo di Dio sulla terra; perché Satana ti porta all’Inferno, e il Califfo di Dio sulla terra ti invita verso il Paradiso... Gli aiutanti del Mahdi non sono coloro che disobbediscono a Dio; i suoi aiutanti sono coloro che evitano i peccati maggiori e minori; si alzano di notte per pregare e trascorrono la giornata acquisendo conoscenza ed insegnandola agli altri. Hanno fede nelle promesse di Dio e temono il Giorno del Giudizio; il giorno in cui staranno davanti al Signore e verrà loro presentato tutto ciò che hanno fatto. [Lettera 2]
Gli aiutanti del Mahdi sono imbevuti della morale dei Profeti di Dio e sono educati con le maniere degli amici di Dio; si sottomettono alla verità una volta che è loro rivelata e abbandonano la menzogna una volta che è loro esposta; non sono né fanatici e testardi, né volgari e ciarlieri; non attribuiscono menzogne a Dio e si dissociano da coloro che Gli attribuiscono menzogne; eseguono la preghiera al suo momento iniziale e donano i loro averi ai bisognosi; frenano la loro ira e perdonano le malefatte delle persone; hanno cura dei loro genitori e hanno pazienza con il loro cattivo umore; non mancano di rispetto ai loro amici con il pretesto dell’amicizia, né opprimono i loro nemici con il pretesto dell’inimicizia; tollerano gli ignoranti e non litigano con gli sciocchi; non parlano né ridono né dormono né mangiano troppo; frenano la loro lussuria e non abbandonano la castità; non hanno sguardi lascivi né spudorati, né si esibiscono e dicono sciocchezze; non fanno amicizia con i peccatori, né fanno compagnia agli oppressori; sono impegnati in attività utili e non perdono tempo; hanno familiarità con il Libro di Dio e sanno cosa è lecito e cosa è proibito; non rifiutano gli insegnamenti dello studioso ed evitano di essergli ostili, anzi rispondono al suo invito e si precipitano in suo aiuto quando li invita verso il Mahdi per radunarli in suo aiuto. [Lettera 2]
Credi che coloro che rispondono al mio invito e si precipitano in mio aiuto sperano in una parte nel mondo?! Certamente no! Perché sanno che io non ho niente da dare a loro in questo mondo, e non avranno nient’altro con me tranne che restare svegli la notte e lottare durante il giorno, ma loro cercano i giardini sotto i quali scorrono i fiumi, e fuggono da un fuoco il cui combustibile sono le persone e le pietre di zolfo; o pensi che coloro che si oppongono a me e aiutano i miei nemici sperano in una parte nell’Aldilà?! Certamente no! Perché sanno di essere schierati al fianco dei signori del mondo e di essere al servizio dei potenti e dei ricchi, e non c’è per loro alcuna parte nell’Aldilà tranne che per il fuoco. Perciò lascia che le persone scelgano il loro percorso; perché non hanno altra scelta che scegliere. [Lettera 2]
Traduzione del detto: Uno dei nostri compagni ci ha informato e ha detto: Ho chiesto a Mansoor riguardo a Mahdi, allora egli ha risposto: “Si chiama Mahdi perché Dio lo guida verso la verità su ogni cosa e lo guida verso una questione nascosta.” [Detto 126]
Traduzione del detto: Uno dei nostri compagni ci ha informato e ha detto: Ho domandato a Mansoor: “Perché Mahdi è chiamato Mahdi?” Egli ha risposto: “Perché Dio lo guida verso qualcosa a cui non ha guidato nessuna persona al mondo, e se la verità ha le dimensioni di un granello di senape, se è in una roccia o nei cieli o dentro la terra, Dio lo guida verso di essa, in verità, Dio è il Sottile, il Consapevole. [Detto 126]
Traduzione del detto: Uno dei nostri compagni ci ha informato e ha detto: Ho sentito Mansoor dire: “Dio non ha nominato nessun Califfo sulla terra a meno che non sia un mahdi; non hai sentito le Sue parole quando ha detto: ‘Loro sono coloro che Dio ha guidato’ e ha detto: ‘Li abbiamo guidati tutti quanti, e prima abbiamo guidato Noè’? E in effetti, il padrone di questo affare è chiamato Mahdi perché è guidato verso qualcosa a cui nessuno prima di lui è stato guidato. Io domandai: “E cos’è questa cosa?” Rispose: “Egli riempirà la terra di giustizia come è stata riempita di oppressione”. [Detto 126]
Traduzione del detto: Uno dei nostri compagni ci ha informato e ha detto: Mahdi fu menzionato in presenza di Mansoor, così domandai: “Perché è chiamato Mahdi?” Egli rispose: “Perché Dio lo guida verso ciò che Lui ama e di cui è soddisfatto”. Poi recitò questo versetto: “Dì: la guida è la guida di Dio”. Io esclamai: “Forse non è vero che Dio guida ogni credente?!” Rispose: “Sì, ma assume la guida del Mahdi e la perfeziona”. Poi aggiunse: “Quando Mahdi parte, dice ai suoi compagni: ‘Certamente, il mio Signore è con me, mi guiderà.’” [Detto 126]
Traduzione del detto: Uno dei nostri compagni ci ha informato e ha detto: Chiesi a Mansoor: “Perché Mahdi viene chiamato Mahdi?” Rispose: “Perché appare tra i musulmani mentre sono fuorviati”. [Detto 126]
Lo scopo delle lezioni di Sua Eccellenza Allamah Mansoor Hashemi Khorasani, che Dio lo protegga, è quello di purificare le persone ed insegnare loro il Libro e la saggezza, il loro focus e fondamento sono il Corano e la Sunnah, il loro argomento sono le credenze, le leggi e le morali islamiche, ed abbiamo selezionato da esse ciò che è relativo alle questioni più importanti e fondamentali, l’abbiamo organizzato in un modo che faciliti gli studi e le ricerche per i lettori, ed abbiamo scritto annotazioni ad esse, che contengono riferimenti alle fonti ed alcune spiegazioni necessarie. [Introduzione alle lezioni]
Ogni capitolo delle lezioni riguarda una questione di credo, o giurisprudenziale, o morale, e si compone di tre sezioni:
• La prima sezione è l’enunciazione di alcuni versetti del Corano che sono relativi alla questione, e contiene inestimabili interpretazioni estratte dai detti illuminanti di Sua Eccellenza Allamah, che Dio lo protegga, che spiegano il significato dei versetti in un modo che guarisce i cuori e porta le persone dalle tenebre alla luce.
• La seconda sezione è l’enunciazione di alcuni Hadith autentici del Profeta, pace e benedizioni di Dio su lui e sulla sua famiglia, che sono relativi alla questione, oltre alla citazione delle loro testimonianze e del loro seguito, e contiene accurati punti ed utili spiegazioni di Sua Eccellenza Allamah, possa Dio proteggerlo, che chiariscono i significati degli Hadith, la condizione dei narratori e le opinioni degli studiosi.
• La terza sezione è l’enunciazione di alcuni Hadith autentici dell’Ahl al-Bayt, pace su di loro, che sono relativi alla questione, oltre alla citazione delle loro testimonianze e del loro seguito, e contiene parti simili a quelle della seconda sezione. [Introduzione alle lezioni]
La regola, secondo l’opinione di Sua Eccellenza Allamah, che Dio lo protegga, è l’autorità delle narrazioni mutawatir e la mancanza di autorità delle narrazioni ahad. A suo avviso, una narrazione mutawatir è quella che è stata narrata da più di quattro uomini ad ogni livello, a condizione che non siano collegati e non differiscano sul significato, e ciò che hanno narrato non dovrebbe essere in conflitto con il Libro di Dio o con la Sunnah stabilita dal Profeta, pace e benedizioni di Dio su di lui e sulla sua famiglia, o con il sano intelletto. Inoltre, ciò che è stato narrato da quattro uomini ad ogni livello è considerato mutawatir a condizione che loro siano onesti, in aggiunta alle tre condizioni precedenti, ed è ciò che rende necessario esaminare la condizione dei narratori ogni volta che il loro numero non superi il quattro. Tuttavia, Sua Eccellenza Allamah, che Dio lo protegga, esamina la loro condizione ogni volta che sono più o meno di questo numero in termini di obbligo; perché la maggior parte dei musulmani crede nell'autorità delle narrazioni ahad da parte di una persona affidabile o veritiera, e probabilmente non prende in considerazione ciò che è stato narrato da cinque uomini come mutawatir. Pertanto, Sua Eccellenza Allamah, che Dio lo protegga, seleziona ciò che i loro narratori fidati o veritieri hanno raccontato in modo che sia per loro una prova, possano loro essere guidati. [Introduzione alle lezioni]
Ma il suo requisito per la scelta degli Hadith, dopo la compatibilità del loro significato con il Libro di Dio, la Sunnah stabilita dal Profeta ed il sano intelletto, è che i loro narratori dovrebbero essere famosi per affidabilità o veridicità tra i loro compagni, escludendo i loro oppositori; come egli ha affermato nella spiegazione della condizione di Jabir ibn Yazid al-Ju'fi, dicendo: “Il criterio è la condizione della persona tra i suoi compagni (intendendo le persone della sua setta); perché loro sono più consapevoli della sua condizione, e l’opinione di altre persone non è una prova quando contraddice l’opinione dei suoi compagni; poiché sono più lontani da lui e possono dire cose cattive su di lui dato che non amano la sua setta, e la testimonianza di ciò è l’azione del Messaggero di Dio, pace e benedizioni di Dio su di lui e sulla sua famiglia, quando disse agli ebrei: ‘Che tipo di uomo è tra voi Abdullah ibn Salam?’, quindi loro risposero: ‘Egli è il nostro nobiluomo ed il figlio del nostro nobiluomo, il nostro maestro ed il figlio del nostro maestro, ed il nostro studioso ed il figlio del nostro studioso’, così accettò le loro parole su di lui; poiché erano i suoi compagni. Poi li informò che si era convertito all’Islam, allora iniziarono a parlare male di lui, dicendo: ‘È il nostro uomo peggiore ed il figlio del nostro uomo peggiore’, ma non accettò le loro parole su di lui dopo che gli si opposero a causa della sua setta, e se si accettassero le parole degli oppositori nella setta, dell’Hadith non rimarrebbe nulla; perché ogni gruppo dice cose cattive su un altro gruppo; come puoi vedere, gli sciiti non si interessano a ciò che raccontano i sunniti ad eccezione di quello che usano come prova contro di loro, e vedi che i sunniti non guardano a quello che raccontano gli sciiti se non con stupore e scherno, ed entrambi si sono smarriti dalla via di mezzo, ma noi, senza essere fanatici di nessuna setta, accettiamo tutto ciò che i musulmani narrano in accordo con il Libro di Dio, purché siano famosi per veridicità tra i loro compagni”. [Introduzione alle lezioni]
Il criterio secondo l’opinione di Sua Eccellenza Allamah, che Dio lo protegga, è l’Islam e la fama del narratore per affidabilità o veridicità tra i suoi compagni, e non la sua setta o ciò che i suoi oppositori dicono per indebolirlo senza una ragione accettabile. Pertanto, se il narratore è sunnita, il criterio è la sua condizione nell’opinione dei sunniti, e la sua condizione nell’opinione degli sciiti non ha validità, e se il narratore è sciita, il criterio è la sua condizione nell’opinione degli sciiti, e la sua condizione nell’opinione dei sunniti non ha validità, e non c’è differenza tra le narrazioni sciite e sunnite ogni volta che sono compatibili con i tre principi sopra menzionati ed i loro narratori sono famosi per affidabilità o veridicità tra i loro compagni. Questo è il motivo per cui Sua Eccellenza Allamah, che Dio lo protegga, seleziona le narrazioni sciite così come seleziona le narrazioni sunnite, e non tralascia la narrazione di nessuno a causa della sua setta, fintanto che la sua setta non si opponga ai principi essenziali della religione, in un modo che indica che è fuori dall’Islam; perché in questo caso egli è un ipocrita, e l’ipocrita non è degno di fiducia in nessun campo, anche se tutte le persone lo considerano degno di fiducia. [Introduzione alle lezioni]
Una regola molto importante che ogni musulmano deve conoscere e a cui deve prestare attenzione è che la congettura non ha alcuna autorità nell’Islam. Dio Onnipotente ha esplicitamente dichiarato nel Corano: ﴿إِنَّ الظَّنَّ لَا يُغْنِي مِنَ الْحَقِّ شَيْئًا﴾ che significa, “In effetti, la congettura non è sufficiente per (provare) la verità”, ed Egli ha rimproverato coloro che seguono le congetture dicendo: ﴿إِنْ يَتَّبِعُونَ إِلَّا الظَّنَّ وَإِنْ هُمْ إِلَّا يَخْرُصُونَ﴾ che significa: “Non seguono altro che congetture e non fanno altro che indovinare”. Ciò significa che le credenze e le azioni dei musulmani devono essere sempre basate sulla certezza, e quelle credenze ed azioni che si basano sulla congettura non sono corrette né accettabili per Dio. Quindi, imitare gli altri nelle credenze e nelle azioni, nel senso di seguire le loro parole ed azioni senza conoscerne le ragioni, ovviamente non porta alla certezza, ma porta a congetture, e quindi, secondo le parole esplicite di Dio Onnipotente nel Suo Libro, “[Essa] non è sufficiente per (provare) la verità”. [Domanda e Risposta 1]
La prova di coloro che credono che l’imitazione delle azioni sia ammissibile è il fatto che considerano le azioni diverse dalle credenze, mentre questa differenza non è dimostrata nell’Islam, e le parole di Dio nel Corano sono generali ed includono sia le credenze che le azioni. Ciò significa che ogni musulmano deve imparare le sue credenze ed azioni islamiche, proprio come impara a leggere, a scrivere e le altre necessità della vita, e non deve accettare alcuna credenza o compiere alcuna azione se non con una ragione certa, e le ragioni certe nell’Islam, come spiegato da Mansoor Hashemi Khorasani, possa Dio proteggerlo, nel suo libro Ritorno all’Islam, sono i versetti del Corano e gli Hadith mutawatir e, naturalmente, prestando ascolto al Califfo di Dio sulla terra. Questo è l’Islam puro e completo che non è contaminato da congetture. [Domanda e Risposta 1]
Suo Onore Mansoor crede che l’intelletto e la Sharia abbiano avuto origine da un’unica fonte ed entrambi siano le creazioni di Dio, il Saggio, e quindi non c’è contraddizione tra i due; come ha detto Dio Onnipotente: ﴿مَا تَرَى فِي خَلْقِ الرَّحْمَنِ مِنْ تَفَاوُتٍ﴾; “Non vedi alcuna discrepanza nella creazione di Dio”. In base a ciò, seguire l’intelletto non vuol dire non seguire la Sharia, ma al contrario, vuol dire seguire anche la Sharia; perché grazie alla sua comune origine e alla sua piena compatibilità con l’intelletto, la Sharia ordina di seguire l’intelletto e invita verso di esso; come ad esempio, ha detto: ﴿لَعَلَّكُمْ تَعْقِلُونَ﴾; “Si spera che userete l’intelletto”, e ha detto: ﴿أَفَلَا تَعْقِلُونَ﴾; “Non usate allora l’intelletto?!” Pertanto, Suo Onore Mansoor non ritiene che l’intelletto abbia la priorità sulla Sharia, né crede che si debba seguire l’intelletto invece della Sharia; piuttosto, considera l’intelletto in armonia e in accordo con la Sharia, e ritiene che sia necessario seguire contemporaneamente entrambi. [Domanda e Risposta 2]
Egli considera l’intelletto come il criterio di cognizione, e in questo senso si può dire che l’intelletto ha la priorità sulla Sharia, ma ciò è solo dovuto al fatto che la Sharia è conosciuta per mezzo dell’intelletto e non può essere conosciuta autonomamente; perché è chiaro che non si può verificare la validità del Corano basandosi sul Corano, e neanche la validità della Sunnah basandosi sulla Sunnah, e una simile azione è priva di senso. Pertanto, al fine di conoscere la validità della Sharia, non c’è altra scelta che affidarsi all’intelletto, e questo significa che l’intelletto ha una sorta di priorità obbligatoria e naturale sulla Sharia, e anche la Sharia riconosce questa priorità, ma ciò non significa che l’intelletto conosca indipendentemente tutte le considerazioni religiose, come le regole della preghiera, del digiuno, dell’Hajj e della Zakat; perché tali considerazioni sono le invenzioni del Legislatore, e l’intelletto non può comprenderne le cause e gli scopi, e perciò ha bisogno di ascoltarli dal Legislatore. Pertanto, il fatto che l’intelletto sia il criterio di cognizione non significa che non abbia bisogno della Sharia, ma significa che è un mezzo per conoscere tutto, compresa la Sharia, e questo è ovviamente possibile solo se esso ha una validità intrinseca e auto-evidente. [Domanda e Risposta 2]
Sua Eccellenza Mansoor Hashemi Khorasani crede che il problema principale nel mondo islamico sia la mancanza della sovranità di Dio su di esso, che si è manifestata nella mancanza della sovranità del Suo Califfo su di esso; perché la mancanza della sovranità di Dio sul mondo implica il non conoscere e non applicare i Suoi decreti, e il non conoscere e non applicare i Suoi decreti implica l’emergere della corruzione sulla terra e sul mare... Soprattutto considerando che la mancanza della sovranità di Dio sul mondo è correlata alla sovranità di persone diverse da Lui su di esso; perché il mondo è una società umana, e la società umana ha bisogno di un governante, e a causa di questo bisogno essa non rimane priva di un governante, perciò, se Dio non la governa, allora inevitabilmente qualcun altro oltre a Lui la governerà, mentre la sovranità di persone diverse da Lui su di essa porta alla diffusione della corruzione sulla terra e alla distruzione della natura e delle generazioni... Questa è la situazione oggi; coloro che governano il mondo oltre a Dio fanno tutto il possibile per causare corruzione su di essa, commettere genocidi e distruggere terre prospere. Quante donne e uomini innocenti bruciano nel fuoco delle loro guerre, e quante città e villaggi abitati sono devastati dalle loro invasioni! Questa è la conseguenza coercitiva della sovranità di un altro all’infuori di Dio sul mondo; perché il mondo su cui Dio non regna è il territorio di Satana, e non vi è altro che ignoranza, miscredenza, corruzione e oppressione in esso. Questo è il destino dell’essere umano che si sottomette alla sovranità di un altro all’infuori di Dio, e chi si sottomette alla sovranità di un altro all’infuori di Dio è condannato. Ecco perché il fuoco delle loro guerre non si spegne, né diminuiscono la loro ignominia e miseria; poiché Dio non li governa, e il loro governo è nelle mani di altri; anzi, le loro guerre continueranno ad intensificarsi, e la loro ignominia e miseria aumenteranno ogni giorno; poiché Dio non è il loro sovrano, il loro sovrano è il diavolo. [Domanda e Risposta 15]
Il fatto che gli Hadith siano congetturali, ad eccezione degli Hadith mutawatir, non è solo “l’opinione di Mansoor Hashemi Khorasani”, piuttosto è l’opinione generale degli studiosi musulmani di tutte le sette islamiche ad eccezione di un gruppo di salafiti, e questo è un fatto evidente riconosciuto dal buon senso, tanto che secondo alcuni studiosi musulmani come al-Nawawi (m. 676 AH) in Sharh Sahih Muslim: “negare ciò non è altro che ostinazione contro il sensibile”; perché gli hadith wahid sono tali che in essi c’è la possibilità di errore, distorsione e falsità, e naturalmente, con questa possibilità, essi non portano alla certezza. [Critica e Replica 1]
Il fatto che la congettura non sia una prova è il detto esplicito di Dio Onnipotente nel Sacro Corano, dove ha detto ripetutamente ed affermativamente: ﴿إِنَّ الظَّنَّ لَا يُغْنِي مِنَ الْحَقِّ شَيْئًا﴾; “Infatti, la congettura non è sufficiente per la verità”, ed è chiaro che questo detto esplicito di Dio è una guida per una legge intellettuale, perché anche l’intelletto considera solo la certezza come criterio per conoscere la verità, e non considera sufficienti per conoscere la verità le congetture, i dubbi e le illusioni, tenendo conto che in essi c’è la possibilità del contrario, ed è chiaro che le leggi intellettuali non possono essere specificate; poiché il detto esplicito di Dio rifiuta di essere specificato, nel senso che esso, considerando il suo definitivo ed esplicito contesto, ed anche la sua guida riguardo alla natura della congettura, non tollera specificazione; indipendentemente dal fatto che la specificazione di congetture risultate da narrazioni wahid da esso è specificazione di molte, anzi della maggioranza, il che è riprovevole; considerando che molte congetture, anzi la maggior parte di esse, derivano da narrazioni wahid, e le narrazioni mutawatir non portano a congetture; poiché le congetture risultate da qualcos’altro oltre alle narrazioni sono in minoranza. Pertanto, non è intellettualmente e religiosamente possibile escludere le narrazioni wahid dalle altre congetture. [Critica e Replica 1]
Mansoor Hashemi Khorasani non considera sufficiente l’ijtihad, nel senso di dedurre le sentenze religiose da ragioni congetturali, e ciò si basa chiaramente sul fatto che la congettura non è sufficiente nell’Islam; perché quando la congettura non è sufficiente nell’Islam, non importa se la sua origine sia l’imitazione o l’ijtihad, piuttosto qualunque sia la sua origine, essa non è sufficiente. [Critica e Replica 1]
L’insufficienza dell’imitazione e dell’ijtihad nel senso sopra menzionato, poiché portano a congetture, necessita la caduta dei doveri religiosi o l’obbligo di acquisire certezza su di essi; ma poiché la caduta dei doveri religiosi non è possibile, è imperativo acquisire certezza su di essi, e ciò è possibile in due modi: il Libro di Dio e la Sunnah certa del Suo Profeta a cui si può accedere attraverso le narrazioni mutawatir di Sua Eccellenza e tramite il suo Califfo. [Critica e Replica 1]
Fortunatamente, molte delle leggi essenziali e fondamentali dell’Islam, come i pilastri della preghiera, il digiuno, la Zakat e l’Hajj, come spiegato da Mansoor Hashemi Khorasani in una parte del suo libro, sono conosciuti attraverso il Libro di Dio e le narrazioni mutawatir del Suo Profeta, pace e benedizioni di Dio su di lui e sulla sua famiglia; quindi agire in base ad esse è possibile e sufficiente, ma per essere certi del resto delle leggi dell’Islam ed essere esenti dalla responsabilità per esse, non c’è altro modo se non fare riferimento al Califfo di Dio sulla terra, e ciò è possibile secondo l’opinione di Mansoor Hashemi Khorasani; perché l’impedimento a fare riferimento a lui non è altro che la colpa delle persone nel fornire i suoi prerequisiti, e quindi, rimuovere tale impedimento, nel senso di fornire i prerequisiti per fare riferimento a lui, è possibile per loro, e se ciò richiede il raduno di un numero sufficiente di loro ma un numero sufficiente di loro non si raduna, allora questo non è il peccato di Mansoor Hashemi Khorasani, ma il peccato delle persone stesse e di coloro che impediscono loro di farlo. [Critica e Replica 1]
Una delle importanti questioni che è stata contestata in questo libro è l’imitazione. L’autore considera l’imitazione dei predecessori e l’imitazione dei governanti oppressivi, nel senso di seguirli, come causa del declino della cultura Islamica, ed afferma che l’insurrezione dei musulmani contro i governi tirannici e degli stati clienti sia legittima, anche se dichiarano di essere Islamici; poiché non solo non riconosce l’imitazione dei non credenti, nel senso di seguire idee e modelli non Islamici, come la causa del progresso materiale e mondano dei musulmani, ma la considera come la causa della caduta della loro cultura e civiltà. Inoltre, egli ritiene scorretto imitare la maggioranza delle persone, e dopo aver confutato la validità del consenso e della fama come fonti religiose, a causa della loro natura congetturale, critica teoricamente la democrazia e dimostra che è inefficace, soprattutto nelle società in cui l’intelletto della maggioranza delle persone non si è sviluppato a sufficienza. Egli nega anche l’imitazione degli studiosi, perché è basata su congetture che non hanno autorità nell’Islam, e la considera una delle cause dei disaccordi tra i musulmani da lungo tempo. Egli ritiene che l’Ijtihad inteso nell’uso comune, nel senso di dedurre le sentenze da prove congetturali, non sia valido a causa dell’invalidità della congettura nell’Islam, e ritiene necessario trovare un altro modo per raggiungere la certezza. [Articolo 1]
Successivamente, l’autore considera il superstizionismo come un fattore influente sulle credenze e le azioni dei musulmani, e critica alcuni Sufi per averlo promosso, affermando che hanno avuto un ruolo importante nel diffondere l’irrazionalismo e la religiosità emotiva e poetica tra i musulmani. Egli denuncia anche molti poeti per aver composto poesie belle ma scorrette che sono contrarie agli insegnamenti dei Profeti, e li considera, come gli stregoni, rivali e nemici dei Profeti che impediscono alle persone la via di Dio per mezzo di “Zukhruf al-Qawl” e “Lahw al-Hadith”. [Articolo 1]
Un’altra questione fondamentale ed importante che Mansoor Hashemi Khorasani ha affrontato nel suo distinto e polemico libro Ritorno all’Islam, è la questione del governo Islamico. Dal suo punto di vista, il governo sulle persone spetta solo a Dio, e nessuno tranne Lui ha il diritto di governare su di loro, ed Egli attua il Suo governo nominando un deputato o il cosiddetto “Califfo”. Pertanto, la base per la formazione del governo Islamico e la sua legittimità politica è il permesso specifico e definito di Dio, che non esiste per nessuno degli attuali governanti nel mondo Islamico, e quindi, nessuno dei loro governi è attualmente un governo Islamico. Egli afferma che il governo Islamico necessita di un sovrano che è nominato da Dio in modo specifico e definitivo, e considera questa necessità come uno dei principi ovvi ed essenziali nell’Islam e nelle altre religioni abramitiche, e crede che non ci sia spazio per una discussione al riguardo. Ovviamente, a differenza di tutti gli studiosi musulmani di tutte le sette Islamiche, l’autore ritiene possibile per le persone aver accesso ad un tale sovrano e che il motivo della loro mancanza di accesso ad un tale sovrano, contrariamente alla loro credenza popolare, non sia la saggezza di Dio, ma la loro colpa nel fornire le condizioni necessarie per accedere a lui, ed ogni volta che loro soddisfano queste condizioni in un processo del tutto normale e convenzionale, il loro accesso a lui sarà realizzato. Di conseguenza, la loro mancanza di accesso a lui non è una scusa per scegliere un sovrano diverso da lui; perché da un lato, considerando la possibilità del loro accesso al sovrano nominato da Dio, non c’è necessità di scegliere un altro sovrano, e dall’altro, la loro mancanza di accesso a questo sovrano è dovuta alla loro stessa colpa, e quindi, non può essere giustificata come scusa per scegliere un altro sovrano, anche se sembrano non avere scelta. In base a ciò, il governo Islamico è possibile solo con la sovranità del Califfo di Dio sulla terra, e la sovranità del Califfo di Dio sulla terra è possibile solo con il libero arbitrio e le azioni delle persone. [Articolo 1]
Altrove nel libro Ritorno all’Islam, Khorasani considera l’instaurazione dell’Islam utile ed efficace solo nella sua forma pura e perfetta, e crede che stabilirne una parte da sola o mischiata con qualcosa al di fuori di esso, non solo non sia utile ed efficace, ma possa essere dannoso e pericoloso, e questo è contrario alla convinzione della maggior parte dei musulmani che pensano che stabilire anche una parte dell’Islam sia desiderabile ed efficace. Egli paragona l’Islam ad un unico sistema con componenti interconnessi, in cui se un componente non funziona, anche gli altri componenti perderanno la loro efficienza e l’intero sistema fallirà. Pertanto, i musulmani non hanno altra scelta che stabilire l’Islam completo nella sua forma più pura, e questo è possibile solo se il Califfo di Dio sulla terra lo insegna. [Articolo 1]
Un’altra questione fondamentale ed importante in questo libro è che l’autore considera l’attuazione dei limiti e delle punizioni Islamici subordinata all’attuazione di tutte le sentenze generali e politiche dell’Islam, e ritiene che la legislazione di questi limiti e punizioni sia stata fatta in vista del governo di Dio sulla terra, proporzionale al tempo ed al luogo in cui tutte le sentenze dell’Islam vengono attuate come deterrenti. Pertanto, l’attuazione di tali limiti e punizioni in un altro tempo e luogo non è giusta né proporzionale; soprattutto considerando che dal punto di vista dell’autore, le sentenze dell’Islam sono interdipendenti ed interconnesse e si condizionano a vicenda e sono influenzate l’una dall’altra. [Articolo 1]