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Mansoor Hashemi Khorasani
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perché l’intelletto non è uguale alla filosofia e l’impegno verso di esso non richiede l’impegno verso la filosofia. Sebbene l’intelletto dia a questioni di particolare importanza una considerazione speciale che è affine alla considerazione filosofica, tuttavia tale considerazione non dovrebbe essere ritenuta come un rivolgersi alla filosofia in senso idiomatico; perché la sua origine è solo il fondamento degli intellettuali per una maggiore considerazione su questioni più importanti; come ha detto Dio Onnipotente per dimostrare la Sua unità: ﴿لَوْ كَانَ فِيهِمَا آلِهَةٌ إِلَّا اللَّهُ لَفَسَدَتَا ۚ[1]; “Se in essi ci fossero state altre divinità oltre ad Allah, il cielo e la terra sarebbero stati distrutti”, con l’affermazione che numerose divinità sarebbero state fonte di conflitto, e il conflitto sarebbe stato fonte di distruzione, invece i cieli e la terra non sono stati distrutti, quindi in essi non ci sono altre divinità oltre ad Allah. È chiaro che questa è una considerazione intellettuale, e quindi non può essere ritenuta filosofia; perché certamente Dio non è un filosofo e il Suo Libro non è considerato un libro filosofico. Pertanto, su questioni importanti come le credenze, le considerazioni intellettuali sono possibili e ammissibili, anche se non si accetta la filosofia. Dato che neanche a me piace la filosofia; perché sebbene i suoi risultati siano in parte corretti, il suo metodo è diverso da quello degli intellettuali, è più mentale e astratto di quanto sia pratico per loro. Perciò, ritengo che la filosofia sia un atto irrazionale; perché in base alla mia definizione, consiste nel pensare a cose a cui gli intellettuali solitamente non pensano, quali l’esistenzialismo, l’essenzialismo, le leggi dell’essenza e le cose transitorie del mondo; altrimenti, pensare alle cose a cui gli intellettuali pensano abitualmente, anche se con considerazioni intellettuali, non è filosofia, piuttosto si chiama intellezione. Pertanto, ciò che distingue la filosofia dall’intellezione, più che il suo metodo, è il suo soggetto.

La base del bene e del male

Da quanto abbiamo detto, diventa chiaro che la millenaria disputa tra gli Ash’ariti e gli Adliyyah riguardo al fondamento del bene e del male non era giustificata, ma era una disputa verbale; perché secondo gli Ash’ariti, la base del bene e del male è il comandamento e la proibizione di Dio, e non c’è nessun bene o male prima del comandamento e della proibizione di Dio;

↑[1] . Al-Anbya/ 22